Cybersicurezza, troppi attacchi nel 2018

Cybersicurezza, troppi attacchi nel 2018

Il Cybercrime torna a far parlare di sé proprio in questi giorni, con una notizia del tutto negativa. Infatti, pare che il “fenomeno”, se così possiamo definirlo, sia cresciuto notevolmente nell’ultimo semestre: la cybersicurezza sembra oramai un’utopia, almeno nella maggior parte dei casi. Recentemente, per quanto riguarda gli attacchi, è stata registrata una crescita del 31% rispetto al precedente dato.

Secondo un rapporto Clusit, solo a febbraio ci sono stati 139 attacchi in più rispetto ai mesi precedenti. La categoria più dannosa degli attacchi informatici è quella dei Multiple Targets, che colpisce in modo particolare le più ampie e importanti organizzazioni. Il software d’attacco più usato è il malware semplice, dal costo molto basso, ma comunque in grado di mettere a rischio i più elevati standard di cybersicurezza. Ed è appunto questa la cosa più sconcertante: l’attacco proviene principalmente da questa tecnica così banale ed economica (61%). Chi progetta questi attacchi  sa ormai che andranno a buon fine, vista la semplicità con cui vengono organizzati.

I due software più usati dai cybercriminali sono Ransomware e Cryptominers. Soprattutto quest’ultimo genera delle valute mai esistite, tramite dei virus. Basta pensare che nell’ultimo trimestre questo tipo di attacco è arrivato a toccare il 22%; mentre in tutto il 2017 non superava il 7% degli attacchi totali.

Per quanto riguarda i Ransomware, si tratta di una serie di virus che sono in grado di bloccare i dispositivi. In seguito, per riavere i propri dati indietro, si deve pagare un riscatto… La lista è lunga e a queste tecniche si aggiungono anche i Phishing e i Social Engineering, più leggere ma comunque dannose anch’esse. Cosa succederà nel futuro della cybersicurezza? Sarà sempre peggio o sempre meglio?

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